sabato 19 dicembre 2009

Poco rifiuto, poco pago.

E' dal lontano 1997 che il Decreto Ronchi (D.Lgs. 22/97 art. 49) e il rispettivo regolamento attuativo (d.p.r. 158/99) avevano previsto e regolato l’introduzione della tariffa di igiene ambientale (T.I.A). Le indicazioni erano chiare: chi più produce rifiuti più paga, in ragione del maggior servizio che costringe le Aziende samltitrici ad effettuare. Da lì la necessità per tutti a tendere al RIFIUTO ZERO (come dire, cancelliamo la spesa di smaltimento). Allora cosa spiega perchè i genovesi non l'hanno ancora fatto? Ma certo, perchè la TIA è ancora TARSU!!

E' stato il D.Lgs. 507/93 ad istituire la tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU), il cui presupposto è l’occupazione di spazi adibiti a qualsiasi uso e giacenti sul territorio del comune, ove si svolge il servizio dei rifiuti.
Si era, comunque, previsto che la quasi totalità dei Comuni procedesse al passaggio entro il dicembre 2006. Si indicavano solo 9 anni per adeguarsi (!!!). Tuttavia, nel caso di impossibilità di predisporre un sistema di calcolo, era ammessa la previsione di una quantità di rifiuti media presunta. Quindi, di nuovo, si svincolava la tariffa dalla effettiva quantità dei rifiuti prodotta. Le leggi finanziarie 2007 e 2008, tuttavia, hanno decretato che i Comuni avrebbero dovuto mantenere, fino a tutto il 2009, lo stesso sistema di tassazione del 2006.
E qui nasce il problema sollevato quest'estate dalle associazioni dei consumatori relativo all'IVA sulla TIA... o TARSU?
Il ricorso è stato accettato, quindi era ancora TARSU, priva di applicazione dell'IVA, ma vallo a spiegare all'Agenzia delle Entrate: ora si ritrovano a dover trovare qualche centinaio o forse più di milioni di euro per restituire il maltolto.
Sorge spontanea una domanda: ma qulacuno ha visto risorse su questo tema nella Finanziaria appena approvata? (Si, si, lo so, risorse su molti temi non se ne sono viste).
Mi domando allora quando i soldi degli scorsi anni verranno restituiti direttamente o per tramite degli smaltitori (nel nostro caso Area), che però hanno agito solo come sostituti di imposta.
Altro caso all'italiana: ma possibile che nessuno legga i testi delle leggi che vengono approvate a vantaggio dei cittadini onesti?
Marco Masini

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